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Monumenti da visitare nel centro di Napoli

Castel Capuano

In monumenti, "Cosa visitare a Napoli", Castel Capuano è nel percorso no 1: "Il tesoro del Banco di Napoli"

facciata di Castel CapuanoQuesto sito, in epoca greca era collocata fuori dalla mura e qui, durante lavori di scavo, fu scoperta una estesa necropoli del V secolo a.C.

Al tempo del Ducato, Castel Capuano era una antica fortezza. Fu poi ingrandita dal re normanno Guglielmo I detto il Malo (nel 1231), su disegno dell'architetto Buono, munita di fossato e ponte levatoio; successivamente Re Federico II di Svevia, ampliò il castello e re Carlo d'Angiò lo trasformò in reggia. Essendo inserita da Re Ferrante d'Aragona all'interno delle mura, la reggia divenne l'abitazione di Alfonso II, duca di Calabria e dimora principesca.

Nel 1522 Carlo V lo donò a Carlo De Lanoja, viceré di Napoli. Il successivo Viceré, don Pedro de Toledo, nel 1540 volle riunire tutti i tribunali di Napoli e scelse proprio Castel Capuano. Si fece cedere quindi da Carlo De Lanoja il palazzo ed in cambio lo compensò con un altro palazzo presso l'Incoronata (oggi Via Medina). Castel Capuano, da allora, divenne sede dei tribunali e prigione.

Castel Capuano fu chiamato Vicaria ¬†essendo affidato ad un vicario del re; ospitò, inizialmente, il Sacro Regio Consiglio (che trattava le più importanti cause civili e quelle di appello civile e criminale), la Regia Camera della Sommaria (per il fisco ed il patrimonio), la Gran Corte della Vicaria (di appello civile e criminale), il Tribunale della Bagliva (per i danni minori), il Tribunale della Regia Zecca (delle monete, dei pesi e delle misure).

Successivamente ospitò anche il Tribunale civile, penale e correzionale, il Supremo Magistrato del Commercio, il carcere dei condannati, l'ospedale degli infermi detenuti, oltre a corti, tribunali minori, carceri, cappelle, cancellerie, segreterie, archivi di Stato, appartamenti, congregazioni religiose e gli uffici del caso.

Davanti all'ingresso di Castel Capuano, un tempo si erigeva una colonna dove si cedevano i beni espropriati e messi all'asta.

Sulla facciata principale, campeggia l'aquila bicipite che era l'emblema dell'Imperatore Carlo V (già Carlo IV), duca di Borgogna, figlio dell'Arciduca Filippo I d'Austria e della Regina Giovanna III (detta La Pazza) che fu regina per un solo anno, dal 1515 al 1516, avendo abdicato proprio a favore del figlio Carlo.